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Santiago Calatrava - Nella Luce di Napoli

dal 6 dicembre 2019 al 10 maggio 2020 (Prorogata fino al 24 ottobre 2021)

Reggia (secondo piano), tutti i giorni (chiuso il mercoledì) dalle ore 10 alle ore 17.30 (ultimo accesso alle ore 17.00)

Cellaio nel Real Bosco (venerdì, sabato e domenica, dalle ore 10.00 alle ore 16.00 ultimo accesso alle ore 15.30) / gratuito

Chiesa di San Gennaro, Real Bosco (venerdì, sabato e domenica, dalle ore 10.00 alle ore 16.00 ultimo accesso alle ore 15.30) / gratuito

 

Quattrocento opere – sculture, disegni, maquette – di una fra le menti creative più brillanti dei nostri giorni: arriva a Napoli, nel Museo e Real Bosco di Capodimonte, la mostra di Santiago Calatrava, architetto, ingegnere, pittore, scultore, disegnatore, artista a tutto tondo.

Spirito inquieto alla continua ricerca di un equilibrio tra volume e luce, i due elementi essenziali del suo concetto di architettura (un gioco armonioso di equilibrio dei volumi sotto la luce nella definizione di Auguste Rodin nel suo libro Les Cathédrales de France, 1914).

La mostra a Capodimonte, divisa tra il secondo piano del Museo e l’edificio del Cellaio nel Real Bosco, sottolinea già nel titolo questo elemento: Santiago Calatrava. Nella luce di Napoli (dal 6 dicembre 2019 al 10 maggio 2020 – prorogata fino al 24 ottobre 2021), ma anche l’amore dell’artista per la città, culla e porto del Mediterraneo, crocevia di culture e civiltà differenti.

Un’esposizione curata dal direttore del Museo e Real Bosco di Capodimonte Sylvain Bellenger e  Robertina Calatrava, moglie dell’artista, e sostenuta dalla Regione Campania grazie ai fondi europei POC Programma Operativo Complementare 2014-2020, organizzata dalla Scabec, società regionale dei beni culturali, e realizzata proprio in collaborazione con lo Studio Calatrava.

Completa la mostra la Chiesa di San Gennaro nel Real Bosco di Capodimonte aperta il 6 luglio 2021 con un nuovo decoro ideato e diretto dall’architetto Santiago Calatrava, omaggio alla Luce di Napoli e all’eccellenza dell’antico artigianato campano.

 

date e orari

fino al 24 ottobre 2021

Reggia (secondo piano), tutti i giorni (chiuso il mercoledì) dalle ore 10 alle ore 17.30 (ultimo accesso alle ore 17.00)

Cellaio nel Real Bosco (venerdì, sabato e domenica, dalle ore 10.00 alle ore 16.00 ultimo accesso alle ore 15.30) / gratuito

Chiesa di San Gennaro, Real Bosco (venerdì, sabato e domenica, dalle ore 10.00 alle ore 16.00 ultimo accesso alle ore 15.30) / gratuito

 

sedi

Museo e Real Bosco di Capodimonte

Reggia, secondo piano

Cellaio

Chiesa di San Gennaro

via Miano 2, Napoli

 

biglietti

intero: 10 euro

ridotto per vaccinati alla Fagianeria: 5 euro

ridotto young (18-25 anni): 2 euro

gratuito (0-18 anni) e possessori Artecard

gratuito per chi acquista un biglietto degli spettacoli del Campania Teatro Festival 2021 allestiti al Museo e Real Bosco di Capodimonte

Per ulteriori riduzioni e agevolazioni clicca qui

info e prenotazioni (consigliata  per normativa anti-Covid nei weekend e festivi): 848 800 288

da cellulare e dall’estero: 06 39967050

www.coopculture.it

prenotazioni tramite app Capodimonte su App store e Google store

 

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Twitter Capodimonte_mus

La mostra offre una riflessione senza precedenti sui 40 anni di carriera di Santiago Calatrava, svela la sua ricca produzione artistica attraverso una prospettiva e una chiave di lettura completamente nuova: la luce, componente fondamentale di ogni sua grande architettura. E proprio un innovativo progetto di lighting design rende possibile una nuova narrazione di tutte le sfaccettature del suo lavoro esplorando nel dettaglio il suo audace uso dei materiali e dei colori, valorizzando le sue forme scultoree, approfondendo la ricerca pittorica e la produzione ceramica.

 

“Sono sempre alla ricerca di più luce e di più spazio”

 

Fanno il loro ingresso nelle sale del secondo piano del Museo le maquette delle architetture più importanti da lui realizzate: la Stazione dell’Aeroporto di Lione “Saint-Exupéry” o il World Trade Center Trasportation Hub di New York, meglio noto come “Oculus”, al tempo stesso testimone e memoria dell’attacco terroristico dell’11 settembre 2001 alle Torri Gemelle e simbolo di rinascita della città grazie alla leggerezza delle sue “ali di uccello”.

 

 

Ma ci sono anche le idee progettuali: dagli Sharq Crossing Bridges, tre diversi tipi di ponti interconnessi per la città di Doha in Qatar, al Ponte per Genova (nelle tre versioni “Ponte ad Arco”, “Ponte Continuo” e “Ponte Strallato”) disegnato e offerto alla città dopo il crollo del Ponte Morandi nell’agosto 2018.

 

 

In mostra anche le sculture di tutte le sue fasi artistiche (geometriche, matematiche, astratte, cinetiche e antropomorfe). Un’ampia selezione in materiali molto diversi: dall’ebano, marmo bianco, alabastro, rame dorato, alluminio, granito nero fino al bronzo.
Le prime furono realizzate negli anni ’80 e sono composte da diversi cubi geometrici in pietra pesante in tensione, collegati principalmente da cavi d’acciaio, come si vede chiaramente nella sua scultura Musical Star (da lui scelta come immagine guida della mostra). Opere capaci di comunicare quel cruciale senso di leggerezza che troviamo in tutti i suoi edifici.

Accanto ad esse opere di forme astratte pure ispirate all’arte delle Cicladi e poi successivamente sculture ispirate alla natura e alle piante.

 

 

Per la prima volta a Napoli saranno esposte sei sculture in ferro ispirate ai guerrieri della facciata principale del tempio greco di Egina, oggi nella Glyptothek di Monaco. Un gruppo di sculture antropomorfe, sintesi di tutta la sua carriera scultorea, che rappresentano un ponte metaforico tra il XXI secolo e la Napoli simbolo della cultura ellenistica.

Ampio spazio ai disegni: dipinti a pastello e carboncini in cui si ritrovano i suoi temi principali: alberi, tori e il nudo femminile.

Comincia da giovanissimo a disegnare il corpo umano per esplorarne il senso e la dinamica del movimento. Le forme umane, rese attraverso la tensione muscolare e figure parziali, saranno decisive nello sviluppo del suo linguaggio architettonico.

Disegna incessantemente centinaia di acquerelli come percorso di meditazione della sua architettura. Non c’è da stupirsi, dunque, che la prima vocazione di Santiago Calatrava sia stata il disegno e che sia la sua attività di pittore che di scultore abbiano influenzato decisivamente quella di architetto e ingegnere.

“Non ho mai smesso di dipingere – afferma Calatrava – per me è importante lavorare sulla pittura, sulla scultura e sulla ceramica, non solo come discipline indipendenti ma come nutrimento incessante per la mia architettura”.

E ancora: “La mia scultura precede il mio lavoro di architetto. Per capire la mia architettura bisogna conoscere il mio lavoro di scultore. Il punto di partenza di alcuni dei miei edifici e ponti è stato alimentato dalla ricerca formale generata dalla mia attività di artista, soprattutto di scultore”.

Le opere in mostra

Il Cellaio nel Real Bosco di Capodimonte, edificio di epoca borbonica utilizzato per la conservazione delle derrate alimentari, ospita la seconda sezione della mostra: oltre 50 opere in ceramica in ideale dialogo con l’antica produzione della Real Fabbrica della Porcellana di Capodimonte, fondata da Carlo di Borbone nel 1743.  Opere d’arte di fenomenale potenza visiva, e dipinte con la stessa precisione della calligrafia.

La ceramica è una materia che Calatrava ha conosciuto in Spagna a Manises, vicino Valencia in una delle più grandi scuole europee. Ciò che Calatrava apprezza di più in quest’arte è la sua tecnica ancestrale, il meticoloso processo necessario per trasformare un materiale primordiale in un oggetto di estremo lusso, noto per il suo valore diplomatico presso le corti europee del Settecento.

Alcune delle ceramiche in mostra riprendono le figure rosse su fondo nero della tradizione ellenica e mediterranea, di cui si trova traccia anche nella produzione celtiberica. L’uso di colori e di pigmenti primitivi – terre, ocra, neri – è il richiamo all’ancestrale funzione totemica del segno.

La mostra Santiago Calatrava. Nella luce di Napoli offre una riflessione senza precedenti sui suoi 40 anni di carriera, svela la sua ricca produzione artistica attraverso una prospettiva e una chiave di lettura completamente nuova: la luce, componente fondamentale di ogni sua grande architettura.  E proprio un innovativo progetto di lighting design renderà possibile una nuova narrazione di tutte le sfaccettature del suo lavoro esplorando nel dettaglio il suo audace uso dei materiali e dei colori, valorizzando le sue forme scultoree, approfondendo la ricerca pittorica e la produzione ceramica.

La Chiesa di San Gennaro nel Real Bosco di Capodimonte con un nuovo decoro ideato e diretto dall’architetto Santiago Calatrava, omaggio alla Luce di Napoli e all’eccellenza dell’antico artigianato campano.

L’intervento completa la mostra Santiago Calatrava. Nella luce di Napoli a cura di Sylvain Bellenger e Robertina Calatrava.

 

L’architetto Santiago Calatrava a Capodimonte per produrre le sue opere in porcellana destinate alla Chiesa di San Gennaro nel Real Bosco con l’aiuto dei maestri ceramisti e degli studenti dell’Istituto ad indirizzo raro Caselli, che ha sede proprio nel Real Bosco di Capodimonte nell’edificio dove sorgeva la storica Manifattura della Porcellana, nei pressi della Chiesa e del Cellaio che ospita le sue opere in ceramica prodotte nel corso degli anni a Manises, grande scuola ceramica europea, vicino alla sua città di origine Valencia.

 

 

Scopri tutto nell’articolo https://capodimonte.cultura.gov.it/santiago-calatrava-a-capodimonte-per-produrre-opere-in-porcellana-per-la-chiesa-di-san-gennaro-nel-real-bosco/

 

Santiago Calatrava all’opera tra la Chiesa di San Gennaro e la Manifattura della Porcellana

 

L’architetto Santiago Calatrava ha trascorso oltre due settimane a Napoli nell’ottobre 2020 per seguire personalmente le lavorazioni presso la Chiesa di San Gennaro nel Real Bosco di Capodimonte e ha lavorato a stretto contatto con i maestri ceramisti e gli studenti dell’Istituto ad Indirizzo raro “Caselli”, istituito nel 1961, laddove sorgeva la sede della prima Real Fabbrica della Porcellana, fondata dal sovrano Carlo di Borbone nel 1743. La scuola rappresenta oggi simbolicamente la linea di continuità con tale passato storico.

Nell’occasione è stato organizzato anche un ciclo di incontri e seminari dal titolo “Il Caselli incontra gli artisti: Santiago Calatrava” in cui gli studenti hanno avuto modo di confrontarsi con il grande architetto e hanno partecipato attivamente alla lavorazione dei decori in porcellana per la Chiesa sotto la guida dei loro maestri ceramisti (Anna Catalano, Borrelli Alessandro, Festinese Anna, Antonietta Fuoco, Gargiulo Angelo, Gatta Morena, Ferdinando Serafino, con il supporto degli assistenti tecnici ceramisti, Carlo De Giovanni, Salvatore Di Leva) sotto la direzione di Valter Luca de Bartolomeis. Proponiamo qui una selezione di immagini di quest’esperienza formativa unica e alcune immagini di Calatrava al lavoro nella Chiesa di San Gennaro.

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