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Acquistato per il Museo e Real Bosco di Capodimonte il dipinto di Corot, La baia di Napoli con Castel dell’Ovo

Acquistato a € 600.000,00 dal Ministero della Cultura per il Museo e Real Bosco di Capodimonte il dipinto di Jean-Baptiste-Camille Corot (Parigi, 16 luglio 1796 – 22 febbraio 1875), La baia di Napoli con Castel dell’Ovo, datato al 1828.

Si tratta di una acquisizione molto significativa per la nostra collezione dell’800 che sarà valorizzata da una importante mostra il prossimo autunno –ha dichiarato il Direttore del Museo e Real Bosco di Capodimonte Eike Schmidt. Ringraziamo il Ministro della Cultura Alessandro Giuli e tutti i funzionari e gli storici della arte che hanno lavorato perché il quadro restasse in Italia e fosse acquistato per Capodimonte. Questa opera preziosa che celebra ancora una volta la fascinazione del golfo di Napoli arriverà in città proprio nei giorni delle regate preliminari della coppa America, una bellissima coincidenza’.

L’ingresso del dipinto nelle collezioni di Capodimonte arricchisce il patrimonio pubblico con un soggetto di forte identità nazionale — Castel dell’Ovo e il golfo di Napoli — e restituisce la dimensione europea dell’arte napoletana dell’Ottocento attraverso lo sguardo di uno dei protagonisti del paesaggio moderno.

Realizzato durante il primo soggiorno italiano dell’artista (1825–1828), il dipinto testimonia la scoperta da parte di Corot delle armonie tonali e di quella “luce argentea” che avrebbe segnato in modo decisivo la sua poetica.

In Italia il pittore affinò l’osservazione diretta del paesaggio, elaborando la tradizione classica di Poussin e Lorrain attraverso studi dal vero, spesso su carta, per cogliere gli effetti transitori di luce e colore.

Corot giunse a Napoli nella primavera del 1828, affascinato anche dalle descrizioni di Stendhal, e vi soggiornò per circa sette settimane.

 


La baia di Napoli con Castel dell’Ovo combina motivi nitidi — le barche, le rocce, la curva del golfo — con un’atmosfera diffusa che trasfigura il luogo reale in una visione universale.

I dettagli rivelano la fine capacità di osservazione dell’artista: le barche all’orizzonte, in partenza all’alba, e l’orizzonte vaporoso che restituisce i venti del primo mattino e la quiete delle acque prima che il sole si alzi.

Nel XIX secolo Napoli divenne meta privilegiata del viaggio artistico europeo e il suo paesaggio un luogo dell’immaginazione, dove luce, memoria e sentimento si intrecciano. In questo contesto nasce la Scuola di Posillipo, fondata da Anton Sminck van Pitloo, che introdusse un nuovo rapporto emotivo e diretto con la natura.

Il dialogo tra Corot e Pitloo fu decisivo per la circolazione delle idee tra Francia e Napoli: dalla Scuola di Barbizon giunsero l’osservazione dal vero, l’attenzione agli effetti atmosferici e la pratica del plein air, insieme alla sperimentazione dell’olio su carta intelata, tecnica che entrambi utilizzarono per ottenere immagini immediate e coerenti, capaci di fissare la mutevolezza della luce abbandonando l’uso tradizionale del cavalletto e privilegiando supporti leggeri e taccuini tascabili.

L’acquisto è stato effettuato dal Ministero della Cultura, Direzione Generale Archeologia Belle Arti e Paesaggio, grazie alla segnalazione dell’Ufficio Esportazione di Firenze.

 

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