
Ferragosto 2026 al Museo e Real Bosco di Capodimonte
Per l’apertura straordinaria dei musei a Ferragosto il Museo e Real Bosco di Capodimonte sarà aperto durante tutto il weekend (15 e 16 agosto 2026) con il biglietto d’ingresso ordinario.
Un’offerta imperdibile per turisti e residenti che potranno immergersi tra i grandi capolavori dell’arte.
Sarà possibile accedere al Museo acquistando il biglietto direttamente in biglietteria o attraverso il sito e l’App di Musei italiani.

Il giorno di Ferragosto (sabato 15 agosto) e domenica 16 agosto saranno visitabili la Galleria delle Porcellane, il secondo piano con la Galleria delle Arti a Napoli dal ‘200 al ‘700, la sala dei Capolavori (sala 62) e la mostra Canto Napoli di Emilio Isgrò.
Resteranno chiusi il primo piano e il terzo piano con la sezione di Arte contemporanea e sezione Ottocento – Novecento.
- La Galleria delle Porcellane sarà aperta dalle 8.30 alle 19.30 (ultimo ingresso alle 18.30)
- La Sala 62 – Sala dei capolavori al secondo piano sarà aperta dalle 8.30 alle 19.30 (ultimo ingresso alle 18.30)
- Il Secondo Piano con la Galleria delle Arti a Napoli dal ‘200 al Settecento, e la mostra Canto Napoli di Emilio Isgrò sullo stesso piano sarà aperto dalle 8.30 alle 19.30 (ultimo ingresso alle 18.30)
Vi ricordiamo che il servizio di guardaroba è sospeso.

La Galleria delle Porcellane – aperta dall’11 giugno 2026 grazie ai lavori realizzati con fondi del Ministero della Cultura per un importo complessivo di un milione e centomila euro e con il generoso contributo di mecenati per oltre 700mila euro per l’allestimento, firmato dal maestro Federico Forquet – è articolata in 16 sale, in cui è esposta una selezione del grande nucleo ceramico tra i più importanti d’Europa composto da circa 7000 pezzi (porcellane e terraglie) in gran parte provenienti dalla collezione Borbone, arricchito da acquisti e doni a partire dall’Unità d’Italia a oggi.
Nell’atrio del piano nobile il percorso inizia con l’installazione site-specific di Diego Cibelli Beata fragilità del Bosco Amato (2026) in porcellana biscuit, opera acquisita grazie al sostegno di Gianfranco D’Amato e Brunella Trimarco, Presidente delle Fondazione Tridama.
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Canto Napoli è la mostra che Emilio Isgrò dedica alla città di Napoli, un progetto inedito curato da Eike Schmidt, Direttore del Museo e Real Bosco di Capodimonte, presentato dal 10 aprile nelle sale 81-83-84 del secondo piano.
Artista concettuale e pittore – ma anche poeta, scrittore, drammaturgo e regista – il Maestro Emilio Isgrò (Barcellona Pozzo di Gotto, 1937) è uno tra i maggiori protagonisti dell’arte contemporanea internazionale. A partire dagli anni Sessanta sviluppa la pratica della Cancellatura come gesto poetico e critico, riflessione sul linguaggio, sulla memoria e sui processi della conoscenza. Questa tecnica divenuta ormai suo metodo distintivo applicato su materiali testuali di grande varietà (dai Promessi Sposi a La Bibbia, dall’Odissea alla Costituzione italiana fino alla prossima ‘cancellazione’ dell’Enciclica Laudato si’ iniziata con Papa Francesco e proseguita con Leone XIV), è qui rivolta per la prima volta alla musica napoletana.
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Nella sala dei capolavori (62) un gruppo di affascinanti donne rinascimentali, alcune tra le più celebri della storia dell’arte: la ‘Danae’ di Tiziano (1544-1545), la giovane ‘Antea’, (1535) del Parmigianino, affrontato al gruppo di donne barocche costituito da ‘Sant’Agata’ di Francesco Guarino (1637-1640, Collezione Borbone), ‘Santa Cecilia in estasi’ di Bernardo Cavallino (1645. Esposti sia il bozzetto dalla collezione Borbone che la tela, assegnata a Capodimonte nel 1984, dopo il recupero post bellico), ‘Giuditta decapita Oloferne’ di Artemisia Gentileschi (1612-1613, Collezione Borbone) prima versione del quadro forse più indagato e drammatico della pittrice che fu vittima di stupro.
E con loro ‘La Flagellazione’ di Caravaggio (1607) opera dipinta a Napoli per la chiesa di San Domenico Maggiore e custodita nel museo di Capodimonte dal 1972 in dialogo con l’iconico Vesuvio di Andy Warhol (1985), donazione di Lucio Amelio, insieme ad altri importanti dipinti, come ‘Il ritratto di Luca Pacioli’ (attribuito a Jacopo de’ Barbari, 1495), immagine icona del matematico autore della Summa de Arithmetica. Accanto a quello del fondatore della Ragioneria, proposti altri celebri ritratti di area veneta: sono ‘Bernardo de’ Rossi, vescovo di Treviso’ (1505) di Lorenzo Lotto e El Greco (cretese di nascita, vissuto tra Venezia, Roma e la Spagna, tra i pittori più innovativi della seconda metà del Cinquecento) il ‘Ritratto di Giulio Clovio’ (1571-1572).



Si può ammirare la Cassetta Farnese, capolavoro dell’oreficeria cinquecentesca, il prezioso scrigno che potrebbe aver custodito il Libro delle Ore miniato di Giulio Clovio, che lo mostra proprio nel suo ritratto di El Greco!
E ancora ‘Ercole al bivio’ di Annibale Carracci (1596) e le opere di Tiziano: il ‘Ritratto di Papa Paolo III a capo scoperto’ (1543), il ‘Ritratto di Papa Paolo III con i nipoti Alessandro e Ottavio Farnese’ (1545-1546), il ‘Ritratto del cardinale Alessandro Farnese’ (1545-1546).

Capodimonte, con il suo parco e il Giardino dei Principi restaurato era un tempo la residenza estiva del re Carlo di Borbone situata sulla collina che domina tutta la città con la sua vista panoramica.
Una così grande ricchezza si ritrova immersa nella bellezza naturale del Real Bosco, un’area verde incontaminata che si affaccia sulla città e sul golfo di Napoli.

Grazie al clima mite e all’attività di rinomati botanici, qui si impiantarono molte specie rare ed esotiche tra le quali canfori e camelie provenienti dall’Asia, magnolie e taxodi delle Americhe ed eucalipti australiani. Tra i viali, disegnati con maestria da scenografo dall’architetto Ferdinando Sanfelice, si dispongono 16 edifici storici tra residenze, casini, laboratori, depositi e chiese, oltre a fontane e statue, orti e frutteti.
Ferragosto diventa una giornata speciale da trascorrere in un luogo di bellezza e tranquillità a pochi chilometri dal trambusto cittadino e meta prescelta dai viaggiatori del Grand Tour.





