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Domenica 3 maggio 2026 ad ingresso gratuito

Anche nel mese di maggio si rinnova come di consueto la ‘Domenica al museo’, l’iniziativa del Ministero della Cultura che consente l’ingresso gratuito ogni prima domenica del mese nei musei e nei parchi archeologici statali.

Domenica 3 maggio 2026, giornata ad ingresso gratuito al Museo e Real Bosco di Capodimonte, sarà l’occasione per ammirare la mostra inaugurata il 10 aprile Emilio Isgrò Canto Napoli, i tanti capolavori presenti nelle collezioni del museo, il nuovo allestimento della sala 61 al secondo piano, l’opera di Colantonio ‘San Francesco che consegna la regola ai francescani e alle clarisse’ rientrata dopo un attento restauro e riallestita nella sala 67 al secondo piano che riunisce insieme a Capodimonte le opere della pala d’altare di San Lorenzo Maggiore con i Beatini recentemente acquistati dal museo.

 

 

Canto Napoli è la mostra che Emilio Isgrò dedica alla città di Napoli, un progetto inedito curato da Eike Schmidt, Direttore del Museo e Real Bosco di Capodimonte, presentato dal 10 aprile nelle sale 81-83-84 del secondo piano.  

Artista concettuale e pittore – ma anche poeta, scrittore, drammaturgo e regista – il Maestro Emilio Isgrò (Barcellona Pozzo di Gotto, 1937) è uno tra i maggiori protagonisti dell’arte contemporanea internazionale. A partire dagli anni Sessanta sviluppa la pratica della Cancellatura come gesto poetico e critico, riflessione sul linguaggio, sulla memoria e sui processi della conoscenza. Questa tecnica divenuta ormai suo metodo distintivo applicato su materiali testuali di grande varietà (dai Promessi Sposi a La Bibbia, dall’Odissea alla Costituzione italiana fino alla prossima ‘cancellazione’ dell’Enciclica Laudato si’ iniziata con Papa Francesco e proseguita con Leone XIV), è qui rivolta per la prima volta alla musica napoletana. 

Scopri tutto sulla mostra nella pagina dedicata

 

 

Capodimonte riunisce nella sala 67 del secondo piano, tutta dedicata a Colantonio, le opere del polittico della Chiesa di San Lorenzo Maggiore di Napoli, il più antico luogo francescano della città.

L’imponente pala (probabilmente  commissionata da Alfonso il Magnanimo e originariamente posta nella tribuna centrale) era infatti composta dal ‘San Girolamo nel suo studio’ (al quale era intitolato l’altare) e dal San Francesco, (150×185 cm, restaurato nell’ambito del programma Restituzioni di Intesa San Paolo) circondati da  dieci ‘beatini francescani’ di cui due, Morico e Leone, sono entrati recentemente nelle collezioni di Capodimonte  grazie ad un acquisto del MiC Direzione generale architettura, belle arti e paesaggio

Scopri tutto nella pagina dedicata

 

 

Il nuovo allestimento dei capolavori settecenteschi della collezione di Capodimonte — dipinti e sculture a lungo non visibili — ora esposti nella sala 61 al secondo piano dialoga strettamente con la sala dei capolavori (da Caravaggio a Parmigianino a Warhol sala 62), e presenta le opere di Francesco Solimena (Enea e Didone), Francesco De Mura (Imeneo che toglie il velo alla Pudicizia), Giuseppe Sanmartino (Lotta di amorini) e Sebastiano Ricci (Assunzione della Maddalena).

 

 

Nella sala dei capolavori (62) un gruppo di affascinanti donne rinascimentali, alcune tra le più celebri della storia dell’arte: la Danae’ di Tiziano (1544-1545), la giovane ‘Antea’, (1535) del Parmigianino, affrontato al gruppo di donne barocche costituito da ‘Sant’Agata’ di Francesco Guarino (1637-1640, Collezione Borbone), ‘Santa Cecilia in estasi’ di Bernardo Cavallino (1645. Esposti sia il bozzetto dalla collezione Borbone che la tela, assegnata a Capodimonte nel 1984, dopo il recupero post bellico), ‘Giuditta decapita Oloferne’ di Artemisia Gentileschi (1612-1613, Collezione Borbone) prima versione del quadro forse più indagato e drammatico della pittrice che fu vittima di stupro.

E con loro ‘La Flagellazione’ di Caravaggio (1607) opera dipinta a Napoli per la chiesa di San Domenico Maggiore e custodita nel museo di Capodimonte dal 1972 in dialogo con l’iconico Vesuvio di Andy Warhol (1985), donazione di Lucio Amelio, insieme ad altri importanti dipinti, come ‘Il ritratto di Luca Pacioli’ (attribuito a Jacopo de’ Barbari, 1495), immagine icona del matematico autore della Summa de Arithmetica. Accanto a quello del fondatore della Ragioneria, proposti altri celebri ritratti di area veneta: sono ‘Bernardo de’ Rossi, vescovo di Treviso’ (1505) di Lorenzo Lotto e El Greco (cretese di nascita, vissuto tra Venezia, Roma e la Spagna, tra i pittori più innovativi della seconda metà del Cinquecento) il ‘Ritratto di Giulio Clovio’ (1571-1572).

 

 

 


 

Si può ammirare la Cassetta Farnese, capolavoro dell’oreficeria cinquecentesca, il prezioso scrigno che potrebbe aver custodito il Libro delle Ore miniato di Giulio Clovio, che lo mostra proprio nel suo ritratto di El Greco!

E ancora  ‘Ercole al bivio’ di Annibale Carracci (1596) e le opere di Tiziano: il ‘Ritratto di Papa Paolo III a capo scoperto’ (1543), il ‘Ritratto di Papa Paolo III con i nipoti Alessandro e Ottavio Farnese’ (1545-1546), il ‘Ritratto del cardinale Alessandro Farnese’ (1545-1546).

 

Domenica 3 maggio 2026 l’ingresso al Museo e Real Bosco di Capodimonte è gratuito e senza prenotazione.

Sarà possibile accedere al Museo ritirando un biglietto gratuito direttamente in biglietteria o scaricandolo attraverso il sito e l’App di Musei italiani.

Vi ricordiamo gli orari di ingresso nella giornata gratuita alle varie sezioni:

Il secondo piano con la Galleria delle Arti a Napoli dal ‘200 al ‘700 saranno visitabili dalle 8.30 fino alle 19.30 (ultimo ingresso alle 18.30).

 

Domenica 3 maggio 2026 resterà chiuso il primo piano.

Il terzo piano con la sezione di Arte contemporanea e sezione Ottocento – Novecento è chiuso per lavori di efficientamento energetico.

Il Real Bosco ed il parco saranno aperti, nei consueti orari.

Non perdete questa straordinaria occasione per immergervi nella bellezza e nella cultura del Museo e Real Bosco di Capodimonte!

 

Si informa che a partire dal 1° maggio 2026 il servizio di guardaroba è sospeso.

 

 

 

Il Real Bosco di Capodimonte, con il suo parco e il Giardino dei Principi restaurato è uno spazio verde, che si affaccia sulla città e sul golfo di Napoli.

Grazie al clima mite e alla cura di rinomati botanici, il Bosco è un’oasi di tranquillità e bellezza naturale che ospita una varietà di specie rare ed esotiche, tra cui canfore e camelie dall’Asia, magnolie e taxodi dalle Americhe ed eucalipti australiani.

Passeggiando tra i viali, i visitatori potranno scoprire 17 edifici storici tra residenze, casini, laboratori, depositi e chiese, oltre a fontane, statue, orti e frutteti. Per il suo valore storico, architettonico e botanico, il Bosco di Capodimonte con i suoi 134 ettari di verde è stato nominato nel 2014 parco più bello d’Italia.

Avrete modo di ammirare il Giardino paesaggistico, il Giardino Anglo-cinese, il Giardino Tardo-Barocco e quello Paesaggistico Pastorale.

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