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Studio per portale monumentale del monastero di San Gregorio Armeno di Giacomo Del Po

Lo Studio per portale monumentale del monastero di San Gregorio Armeno di Giacomo Del Po (Roma, 1652 – Napoli, 15 novembre 1726), costituisce un’importante testimonianza dell’attività grafica del pittore, nato a Roma (1652) e formatosi in prima istanza con il padre Pietro, pittore e incisore di origine palermitana, ma trasferitosi a Napoli insieme alla famiglia nel 1683.

Il disegno è uno studio preliminare per il dipinto realizzato attorno alla grande porta d’accesso al monastero benedettino di San Gregorio Armeno a Napoli, datato al 1710 circa, uno dei principali capolavori della maturità dell’artista.

 

Giacomo Del Po (Roma, 1652 – Napoli, 15 novembre 1726)

Studio per portale monumentale del monastero di San Gregorio Armeno a Napoli (recto)

Penna e inchiostro bruno con acquerellature grigie

Schizzo per portale monumentale con alcune misure (verso)

Penna e inchiostro bruno

434×290 mm

Iscrizioni: diverse misure in palmi, probabilmente di mano dell’artista; in basso al centro «Giacomo del Pò»

Filigrana: un quadrupede in un cerchio sormontato da una «P» (h. 63 mm)

Provenienza: collezione Emile Calando, suo marchio in basso al centro (L. 873); Sotheby’s, Londra, 13 dicembre 2001 (lotto 24); Roma, collezione Giancarlo Sestieri.

 

Sebbene la struttura compositiva nel suo complesso non sia stata modificata, il disegno presenta un certo numero di differenze rispetto al lavoro finale che ne certificano il ruolo di studio preliminare, consentendo di documentare le varie fasi di elaborazione di questa importante commissione artistica. Sul verso è presente uno schizzo architettonico del portale con annotate le misure, che certificano il carattere progettuale del foglio in esame.

Realizzato per essere sottoposto ai committenti, tra le varie modifiche riscontrabili si evidenziano la diversa forma del medaglione nel quale è incluso san Benedetto, le posture tanto del santo quanto delle figure angeliche, oltre ad alcuni motivi decorativi. È il caso ad esempio dei putti posizionati sopra i portelli dove le monache, rispettando le regole imposte dalla clausura, potevano depositare il cibo per i poveri, attività che spiegherebbe l’iniziale scelta dell’artista del pellicano, in basso a sinistra, un simbolo cristologico di donazione.

Del Po fa uso dell’acquerellatura grigia per accentuare il chiaroscuro, creando l’illusione di tridimensionalità che sarebbe conseguentemente incorporata all’interno dell’affresco.

L’inserimento di figure monocrome a mo’ di finte sculture è una delle cifre stilistiche del pittore.

Il lavoro di Giacomo Del Po è un’interessante commistione tra lo stile dei romani Giovan Battista Gaulli e Carlo Maratti, della tradizione dell’affresco napoletana esemplificata da Luca Giordano e dei colori del barocco genovese come ad esempio Gregorio de Ferrari.

 

Lo Studio per portale monumentale del monastero di San Gregorio Armeno di Del Po è un’acquisizione del 2025, frutto di un’azione di mecenatismo da parte dello stesso donatore del Ritratto di Carlo III di Borbone di Anton Raphael Mengs.

Nello stesso anno 2025 viene acquisita grazie al MiC, un’altra opera di Giacomo Del Po: San Domenico di Gesù Maria nella battaglia di Praga contro i protestanti (olio su tela, 1708), bozzetto preparatorio per la tela del transetto della chiesa di Santa Teresa agli Studi.

 

 

Il disegno è esposto fino al 27 gennaio 2026 nell’allestimento accanto a due dipinti di Giacomo Del Po, entrambi bozzetti preparatori per gli affreschi di Palazzo Positano (1707 circa), raffiguranti celebrazioni allegoriche del Duca Positano.
I due dipinti, di proprietà del Museo di San Martino, in sottoconsegna al Museo di Capodimonte sono stilisticamente affini e cronologicamente vicini ai lavori nel monastero di San Gregorio Armeno, di cui il disegno è uno studio preparatorio (1710 circa).
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