
Sabato 31 ottobre 2026 Napoli alla corte di Caterina la Grande. Mara Gaudenzi per l’ultimo concerto della rassegna Note d’Autunno
Napoli alla corte di Caterina la Grande – Mara Gaudenzi
Ultimo concerto della rassegna Note d’Autunno
Sabato 31 ottobre 2026 ore 17.00 Salone delle Feste
Ingresso incluso nel biglietto del museo (accesso in sala fino ad esaurimento posti) prenotazione consigliata
Prosegue la rassegna ‘Note d’Autunno. La libertà di dimenticare il tempo a Capodimonte’ giunta al suo ultimo appuntamento con il concerto dell’Ensemble Mercadante diretto da Benedikt Sauer Napoli alla corte di Caterina la Grande sabato 31 ottobre alle ore 17.00 nel Salone delle Feste del Museo e Real Bosco di Capodimonte, che prevede l’esibizione del mezzosoprano in forte ascesa Mara Gaudenzi, dedicato agli autori attivi presso la corte di Caterina la Grande di Russia (Bortniansky, Traetta, con arie in parte inedite, Cimarosa, Paisiello) e alla Sinfonia n.36 “Linz” di Mozart che si presenta in questo spirito.
‘Note d’Autunno. La libertà di dimenticare il tempo a Capodimonte’ è un viaggio attraverso la cultura napoletana tra ‘700 e ‘800 e i suoi legami europei: quattro preziosi concerti (10, 18, 25, 31 ottobre, ore 17.00) per un’ottobre di grande musica e prestigiosi interpreti nel Salone delle feste.

Sabato 31 ottobre, ore 17.00
Napoli alla corte di Caterina la Grande
Bortniansky, Traetta, Cimarosa, Paisiello, Mozart
Mara Gaudenzi, Ensemble Mercadante, Benedikt Sauer.
Dopo un mese di grande musica dell’Ensemble Mercadante presso il Salone delle feste del Museo e Real Bosco di Capodimonte, la rassegna inaugurata con Carlo Vistoli giungerà alla sua chiusura sabato 31 ottobre alle 17.00: ospite d’eccezione sarà Mara Gaudenzi, mezzosoprano in forte ascesa che ci porterà in viaggio nella Russia settecentesca di Caterina la Grande, a suggello di un festival integralmente dedicato agli attimi musicali nei rapporti internazionali tra Napoli e l’Europa sette-ottocentesche.
“Sono estremamente felice della collaborazione con Mara Gaudenzi per questo concerto e particolarmente legato al programma. – dichiara il maestro Sauer – Attraverso l’esecuzione degli autori napoletani presso la corte di Caterina di San Pietroburgo, mostriamo ancora una volta quanto la musica e il nostro comune patrimonio culturale siano stati, da sempre, portatori di dialogo.”
In quest’ottica, si inserisce anche la scelta dell’immagine della rassegna: I pescatori di Orest Kiprenskij, autore russo, attivo per molti anni a Napoli.
Il programma si aprirà con un Ouverture di Dmitrij Bortnjanskij, autore originario di Hlukhiv e attivo a San Pietroburgo nella seconda metà del Settecento, noto perlopiù per le opere liriche e corali di musica sacra al servizio di Caterina II di Russia, dove incontrò diversi compositori di origine italiana. Essi erano giunti come proseguimento di una tradizione, iniziata ancora molto prima del regno di Caterina con Francesco Araja, primo autore di scuola napoletana al servizio della corte imperiale, di cui si ascolterà un’aria. Seguiranno arie e brani strumentali di Traetta (Antigona), Cimarosa (La Cleopatra) e Paisiello (Il Barbiere di Siviglia). Di quest’ultimo, oltre all’aria di Rosina, si ascolterà anche la Sinfonia, capolavoro la cui fama è stata parzialmente offuscata dall’omonimo rossiniano e di cui la stessa solista è considerata interprete autorevole.
Mara Gaudenzi, infatti, reduce da uno Stabat Mater rossiniano in Giappone, e dai numerosi ingaggi scaligeri e apparizioni recenti al ROF, si sta affermando come una delle voci mezzosopranili da seguire nel repertorio belcantistico, con una particolare affinità per Rossini.
Il concerto si concluderà con la Sinfonia n.36 in Do maggiore K.425 “Linz” di Wolfgang Amadeus Mozart: scomparso prima di un suo possibile approdo in Russia, rappresenta il legame tra vari mondi sconfinati della musica, come quello mitteleuropeo e quello di Napoli. La Sinfonia, composta nel 1783, evoca la festosità di un clima cortigiano misto all’eleganza formale classica.
Una chiusura che si configura non solo come un’occasione per addentrarsi in un ultimo viaggio musicale oltre i confini di tempo e spazio, evocando il titolo della rassegna “La libertà di dimenticare il tempo”, ma anche per ascoltare un mezzosoprano apprezzato per le sue interpretazioni del repertorio canoro sette-ottocentesco.





