skip to Main Content

@Credits Carmine Romano

 

VIAGGIO NEI DEPOSITI DI CAPODIMONTE

 

L’allestimento al secondo piano del Museo di Capodimonte presenta un viaggio nel mondo dei cinque depositi del Museo (85, 131, Palazzotto Borbonico, ex GDS, Deposito Farnesiano) alla scoperta di quello che normalmente conservano.

Percorso di mostra:

DEPOSITI 131 & ex GDS

“La scultura è noiosa” dichiara provocatoriamente Charles Baudelaire in un capitolo della sua celebre critica al Salon del 1846. L’attenzione maggiore dedicata alla pittura dai musei sembra riflettere questo pensiero e spiegare la marginalizzazione della scultura. Ciò è avvenuto soprattutto per la produzione dell’Ottocento che solo in tempi più recenti sta ottenendo una giusta riconsiderazione scientifica, superando pregiudizievoli problemi di gusto. In questa sala sono presenti quasi tutte le sculture conservate nei depositi del museo di Capodimonte.

DEPOSITO Palazzotto Borbonico

Questa sala presenta un’importante selezione di opere di tema orientalista ed esotico, gusto che nasce già dal XVII secolo con le spedizioni esplorative, la scoperta di nuovi mondi e la nascita del colonialismo. Dopo le campagne napoleoniche in Egitto e Siria (1798-1801) l’orientalismo diventerà una vera e propria moda insieme al gusto neo-pompeiano, quando a temi storici, sociali o leggendari si accompagnarono rappresentazioni pervase di un erotismo trasferito in tempi o mondi lontani.

DEPOSITO Palazzotto Borbonico

In continuità con la sala precedente si presentano oggetti etnografici rari del Settecento. Manufatti singolari sono quelli donati al re Ferdinando IV da lord Hamilton e provenienti dalla raccolta del capitano James Cook, esploratore e cartografo della marina mercantile britannica che raggiunse zone sconosciute e pericolose tanto da morire in un violento scontro con gli indigeni delle Hawai nel 1779.

In sala sono presenti anche alcuni manufatti di provenienza extraeuropea della collezione del cardinale Stefano Borgia (1731-1804).

DEPOSITO 131

Il tema del paesaggio, nato nel Seicento, fu considerato a lungo un genere inferiore alla grande pittura di storia, al ritratto e alla natura morta. Nei secoli successivi si afferma con caratteri e intenti diversi: dalla lucida veduta settecentesca all’estetica romantica del sublime, che rende protagonista la natura incontaminata e dominatrice, fino alla grande rivoluzione attuata dall’Impressionismo proprio attraverso il paesaggio.

Alcuni dipinti di questa sala rappresentano scorci della Napoli di fine Ottocento.

Nei depositi, il tema del ritratto è molto rappresentato da una numerosa serie di dipinti: dal ritratto storico a quello di genere, dall’idealizzazione classicista alla rappresentazione verista. Fin dalle sue origini il ritratto non si limita alla mera imitazione o somiglianza esteriore del soggetto ma mira a coglierne la psicologia, il valore morale e spirituale soprattutto quando il protagonista è un santo.

DEPOSITO Grandi Opere – Palazzotto Borbonico

Un deposito di un museo è anche un luogo di pausa, di stasi provvisoria: vi transitano le opere in prestito, quelle tolte dalle sale per fare spazio alle mostre, quelle destinate al restauro o al prestito per esposizioni in Italia o all’estero.

I cinque celebri dipinti di Luca Giordano, regolarmente a lungo esposti nella galleria della pittura napoletana al secondo piano, sono in partenza: raggiungeranno Parigi per la mostra dedicata al più grande pittore barocco napoletano, che si terrà al museo del Petit Palais dal 5 novembre 2019 al 23 febbraio 2020.

Ma nei depositi avvengono strani incontri casuali che possono diventare surreali. E così, diventa quasi naturale trovare, insieme ai quadri di Giordano un’opera di Solimena e uno dei cavalli in legno fatti realizzare nell’Ottocento da Annibale Sacco, direttore della Real Casa Savoia, per esporre l’Armeria farnesiana-borbonica, mai presentati al pubblico.

DEPOSITO 131

Il deposito conserva un numero considerevole di dipinti di genere storico che, dall’inizio del Romanticismo, tendono a perdere la loro dimensione morale privilegiando episodi aneddotici. Le scene sono rese con una particolare attenzione ai dettagli e agli ambienti dell’evento considerato, frequentemente ambientato nel Medioevo o nel Rinascimento, seguendo il carattere intimo delle scene familiari e gli artifici tecnici del “secolo d’oro” della pittura olandese.

DEPOSITO Farnesiano

È uno dei più antichi depositi del piano ammezzato della reggia. Riallestito negli anni Novanta del secolo scorso al fine di riunire i numerosissimi servizi di porcellana e le suppellettili farnesiane, borboniche e Savoia disperse tra vari depositi e non selezionate per l’allestimento del percorso museale.

Le cornici provengono dal deposito Palazzotto Borbonico.

Tra i progetti di prossima realizzazione del Museo di Capodimonte vi è la realizzazione di grandi ambienti per l’esposizione dell’enorme raccolta di porcellane. L’allestimento della collezione degli oggetti da Wunderkammer, ora in esposizione al primo piano del museo, sarà invece riconsiderato per ospitare una maggiore quantità di opere ancora in deposito, e per sottolineare meglio la loro estrema preziosità.

DEPOSITO 85

Ubicato proprio al secondo piano del Museo, questo eclettico deposito conserva dipinti su tavola della prima metà del XVI secolo e un gran numero di dipinti a soggetto religioso di varie scuole e di vari periodi.

DEPOSITO 85

In questa sala sono esposti dipinti del genere storico, considerato al primo grado nella gerarchia accademica dei generi artistici (pittura di storia, ritratto, natura morta e paesaggio) per i suoi temi nobili e didascalici.

La semplicità strutturale di queste opere, spesso di grande formato, il forte interesse per il disegno di contorno, lo stile rigoroso e severo apparivano come valori estetici capaci di rappresentare anche l’esaltazione delle virtù morali e civili.

DEPOSITO 131

In questo deposito sono custoditi armi e tessuti che, per loro stessa natura, sono destinati a non essere perennemente esposti per ragioni conservative. Provenienti dalla Reggia del Museo di Capodimonte, pressoché cancellata nella sua identità quando, nel 1957, diventò una grande Pinacoteca, alcuni manufatti non sono mai stati esposti.

Il futuro allestimento prevede la ricollocazione di arredi e suppellettili al fine di riconciliare una così ricca Reggia con la collezione di una delle Pinacoteche più importanti d’Europa.

 

 

Hashtag ufficiale della mostra:

#storiedaidepositi

 

 

DEPOSITI DI CAPODIMONTE. Storie ancora da scrivere (21 dicembre 2017 – 15 maggio 2019)

Prorogata al 15 ottobre 2019

a cura di Maria Tamajo Contarini, Carmine Romano

con Linda Martino, Patrizia Piscitello, Alessandra Rullo, Maria Rosaria Sansone, Alessandra Zaccagnini

promossa da Museo e Real Bosco di Capodimonte

Organizzazione e comunicazione Electa

Uffici stampa

Museo e Real Bosco di Capodimonte Luisa Maradei mu-cap.ufficiostampa@beniculturali.it

Electa Ilaria Maggi ilaria.maggi@mondadori.it

Responsabile comunicazione Monica Brognoli monica.brognoli@mondadori.it

A cura di Maria Tamajo Contarini,

Linda Martino, Patrizia Piscitello, Alessandra Rullo, Carmine Romano, Maria Rosaria Sansone, Alessandra Zaccagnini

con la collaborazione di Ornella Agrillo, Brigitte Daprà, Paola Giusti, Mariaelena Maimone, Rosa Romano, Marina Santucci

Interventi di manutenzione e restauro

Dipartimento Restauro: Angela Cerasuolo, Liliana Caso, Antonio De Riggi, Simonetta Funel, Alessandra Golia, Vincenzo Iannucci, Giuseppe Marino, Claudio Palma, Giuseppe Silvestro, Antonio Tosini

Consorzio Roma, Gian Luca Tartaglia

Didascalie e traduzioni

James Anno, Paola Aveta, Christopher Bakke, Francesca Carrafiello, Francesca Chiantore, Freya Samuel, Pablo Schellinger

Revisione apparati didattici

Lorella Starita di Progetto Museo

Servizi museali e didattici

CoopCulture – Le Nuvole

Progetto di allestimento e coordinamento tecnico della mostra

Lucio Turchetta e Morgane Forconi

Visual e progetto grafico

Francesco Giordano e Anna Chiara Iannone

Movimentazioni

Vincenzo Paciello

Fratelli Bevilacqua trasporti Sas

Realizzazione allestimento

HANDLE con il supporto dell’ufficio tecnico Renata Marmo

Progetto illuminotecnico e manutenzione

ERCO Illuminazione srl, Elettro Raia s.r.l.s. e con Gennaro Mancinelli e Vincenzo Mancinelli, Piscopo Agrippino

 

Museo e Real Bosco di Capodimonte

Direttore generale Sylvain Bellenger

Chief Curator Linda Martino

Responsabile Progetto Digitalizzazione e Catalogazione Carmine Romano

Campagna fotografica Speranza Digitalstudio

Portavoce e ufficio stampa Luisa Maradei

Comunicazione Giovanna Garraffa, Marina Morra, Francesca Dal Lago

Segreteria direzione Mayra Pascariello, Anna Santoro

Ufficio mostre Patrizia Piscitello, Concetta Capasso, Giovanna Bile

Ufficio documentazione Salvatore Barletta, Alessandra Rullo, Paola Aveta, Marco Liberato

Didattica Servizi educativi interni

Dipartimento architettura Anna Capuano, Andrea Nicola Pasquale Corvino, Chiara Figliolia, Renata Marmo, Eva Serpe

Coordinamento amministrativo Anna Capuano, Antonella Romano, Grazia Barlese, Daniela Barone, Salvatore Capasso, Domenico Esposito

Ufficio Personale Daniela Paesano, Amelia Cappelli, Giustina De Mare, Anna Di Marzo, Rosaria Mazza

Coordinatori del servizio di Vigilanza Salvatore Carmellino, Concetta Musello, Silvana Grassi

Ufficio Acquisti Angela Cangiano, Marina Capasso

Dipartimento ICT Gennaro Martano, Bruno Mandragora, Callisto Russo, Antonio Tirelli, Giuseppe Trematerra

Un sentito ringraziamento a tutto il personale di Accoglienza e Vigilanza del Museo di Capodimonte e di Ales

Electa

Direttore generale Rosanna Cappelli

Responsabile mostre Roberto Cassetta con Anna Civale e Daniela Petrone

Responsabile editoriale Marco Vianello

Responsabile progetti e sviluppo internazionale Carlotta Branzanti

Responsabile comunicazione Monica Brognoli

Responsabile librerie museali Laura Baini

Ufficio stampa, comunicazione marketing Ilaria Maggi, Stefano Bonomelli, Aurora Portesio

Coordinamento per la sicurezza e Direzione lavori Studio Ingegneria Testa

La Direzione ringrazia per il servizio di accoglienza al pubblico Paola Aveta, Marco Liberato, Vincenzo Mirabito

Imma Molino e Gianluca Puccio di Progetto Museo

per il servizio di accoglienza e vigilanza il personale Mibac e Ales

Coordinatori del servizio di Vigilanza

Salvatore Carmellino, Concetta Musello, Silvana Grassi

con

Vincenzo Altieri, Paolo Amalfitano,Gregorio Apolloni, Francesco Aruta, Anna Avolio, Domenico Avolio, Francesco Barbato, Francesco Battista, Armando Berrini, Carmine Bisaccia, Gaetano Borrelli, Vincenzo Borriello, Maria Buonanno, Gaetano Busacco, Gianna Caiazzo, Salvatore Caiazzo, Francesco Cammisa, Concettina Capone, Silvana Capriello, Ernesto Cariello, Eduardo Casaretti, Nunzia Cerasuolo, Pietro Ciliberti, Maurizio Cirillo, Luigi Ciuffo, Giuseppe Cordua, Salvatore Corrado Mancino, Antonio Crispo, Alessandra Cutolo, Danila D’amato, Gennaro D’anna, Ciro De Falco, Bruno De Felice, Giuseppe De Gennaro, Immacolata De Gregorio, Ciro De Luca, Ciro De Luca, Simona De Luca, Franca De Rosa, Elvira Della Luce, Maria Di Carlo, Gabriele Di Lanno, Giuseppe Di Lauro, Annibale Di Leo, Francesco Di Lorenzo, Salvatore Di Vaia, Antonio Dolmetti, Domenico Esposito, Raffaele Ferraro, Rosario Ferrone, Anna Figliolino, Vincenzo Fiorellineto, Carmine Fiorenza, Mariano Fiorillo, Raffaele Flaminio, Gian Luca Fusco, Giacinto Gagliardi, Annamaria Galiero, Domenico Gentile, Gennaro Giarra, Ciro Gioffre’, Mario Giordano, Ciro Gottardo, Ivana Guidone, Fabio Iannucci, Loredana Ianora, Pietro Iervolino, Modestino Imbriano, Pietro Iodice, Salvatore Lanciato, Carlo Longo, Antonella Magno, Carmela Malavita, Antonio Manfellotto, Vincenza Mangione, Andrea Manna, Nicola Meluziis, Giuseppe Merolla, Antonio Migliaccio, Alessandro Milano, Carmine Mormone, Bruno Morra, Giuseppe Murolo, Iolanda Murolo, Pasquale Murolo,Teresa Nappa, Rocco Nocerino, Giuseppe Orlando, Donato Papadia, Giuseppe Perrella, Maria Petrazzuolo, Giovanni Piano Del Balzo, Carmela Pigno, Davide Racca, Mario Carmine Rea, Antonio Riccio, Antonio Ronga, Anna Russo, Giuseppe Russo, Evita Sabatiello, Angelo Salvatore, Pasquale Sansalvatore, Marco Santulli, Gennaro Sarti, Andrea Scapolan, Clemente Scognamiglio,

Agrippino Silvestro, Raffaele Topo, Giuseppina Turco, Pasquale Viano, Rosaria Maria Verde, Salvatore Volpe, Giovanni Battista Zito

 


CALL FOR PAPER

11 giugno 2019 – 31 luglio 2019

 

GIORNATA DI STUDI DEDICATA ALLA MOSTRA 

Depositi di Capodimonte. Storie ancora da scrivere

NAPOLI,  26 E 27 SETTEMBRE 2019

MUSEO E REAL BOSCO DI CAPODIMONTE – AUDITORIUM

 

 

Pittori e scultori dell’Ottocento, protagonisti delle Giornate di studi sulla mostra Depositi di Capodimonte. Storie ancora da scrivere


Back To Top