skip to Main Content

Mammut di Scampia: la scuola nelle praterie del Real Bosco di Capodimonte

Il Centro Territoriale Mammut di Scampia, in collaborazione con il Museo e Real Bosco di Capodimonte, realizza 10 mattinate di scuola al Real Bosco dal 15 giugno 2021 frutto della sperimentazione con docenti e operatori sociali di Napoli (Scampia, Monterosa, Centro Storico, Vomero, Bagnoli) e di altre città italiane per far tesoro delle riflessioni emerse da questo anno di emergenza sanitaria.

Oltre 1.000 i bambini e 50 i docenti coinvolti nella sperimentazione guidata dal Centro Territoriale Mammut nell’ultimo anno grazie alla collaborazione con le scuole napoletane ICS V Circolo e Virgilio 4 di Scampia, il 58° Circolo del Monterosa, la scuola paritaria “Dalla Parte dei Bambini” (sedi Quartieri Spagnoli, Corso Vittorio Emanuele, Vomero), l’ICS Giacomo Leopardi di Potenza e la scuola di italiano per stranieri Spac di Modena.

Dove e come fare scuola? Come trasformare uno degli anni più duri della storia dell’umanità in possibilità di rinnovamento per scuola e città? Tra il 2020 e il 2021, tra Dad, gel e mascherine docenti e bambini si sono interrogati attorno a questi argomenti, proseguendo la ricerca pedagogica promossa dal Centro ricerche di Scampia e disegnando i tratti di una scuola nuova che potrebbe farsi quotidianità a partire da settembre. Scuola nuova alla quale il gruppo di ricerca del Mammut ha cominciato a far prendere forma nelle giornate al Real Bosco.

 

 

Il tentativo di attualizzare gli insegnamenti della pedagogia attiva a partire da marginalità urbane e metodologie della ricerca-azione, è stato avviato dal Centro Territoriale Mammut (info su www.mammutnapoli.org) nel 2007, coinvolgendo molti enti pubblici e privati in tutta Italia.

“Negli anni precedenti, si era soliti organizzare a fine maggio nella piazza Giovanni Paolo II di Scampia la giornata finale del percorso svolto all’interno delle classi durante l’anno scolastico. Ma quest’anno il Mammut ha trasformato la crisi sanitaria e le regole più restrittive anti-Covid dettate dall’emergenza in nuove opportunità: esperienza pilota, possibilità da cogliere per scuole, associazioni e enti di gestione del verde pubblico. Giornate strutturate secondo quanto indicato dalla ricerca, basate su gioco e movimento, discussione paritaria, mescolanza e narrazione tra i bambini partecipanti” afferma Giovanni Zoppoli, coordinatore dei progetti del Centro Territoriale Mammut.

Dallo studio del Centro Territoriale Mammut emerge che una scuola nuova non può più farsi solo in aula perché ha bisogno della città e di spazi verdi, ma una scuola all’aperto può anche essere una pessima scuola se non organizzata bene. Diventa pertanto indispensabile una duplice azione: formare i docenti perché siano in grado di fare scuola ‘fuori dall’aula’ e fornire agli spazi esterni la dotazione minima perché possano essere utilizzati al meglio durante le lezioni all’aperto.

Le 10 giornate organizzate dal Centro Territoriale Mammut al Real Bosco di Capodimonte (praterie della Quercia) vedranno bambini del Centro Storico, del Vomero e di Scampia “studiare” la comunità di vegetali, animali e minerali del bosco, assieme alla comunità degli uomini che la animò, a partire da suggestioni dovute ‘all’invisibilità’ che ha fatto da sfondo integratore della ricerca durante l’anno scolastico.

Ciascuna delle giornate di “scuola al bosco” sarà una messa in piazza di un gioco didattico-teatrale. La trama ruota intorno a un personaggio principale: lo Schermotauro, terribile mostro che si nutre dei cervelli degli altri perché lui non ne ha uno proprio e che terrorizza il Regno da anni. Il Re lo ha rinchiuso in un labirinto. Ai bambini delle scuole (prodi coraggiosi) l’arduo compito di sconfiggere il mostro e liberare così il Regno. Ma attenzione: lo Schermotauro ha il potere di annullare i cinque sensi, per questo i prodi cavalieri (bambini) dovranno ricorrere all’invisibilità… Grazie agli indizi, alle tracce nascoste, ai personaggi misteriosi che compariranno da alberi e cespugli e agli insegnamenti degli indiani d’America, gli studenti-giocatori faranno matematica, italiano, storia, geografia nel tentativo catartico di metabolizzare l’insalubrità di un anno di isolamento attraverso la comunità di persone e la natura con cui interagiranno durante la giornata all’aria aperta.

“Dopo aver lavorato un intero anno in un percorso di formazione cooperativa, docenti e alunni sperimenteranno la possibilità di fare una scuola davvero rinnovata. Non resta che coglierla e farla diventare virale – continua Zoppoli – Ciascun gruppo di bambini, a fine giornata, lascerà al Real Bosco un piccolo segno naturale, narrazione visiva delle storie e delle esperienze vissute in quell’occasione, testimonianza della bellezza dell’interdipendenza di ogni elemento del Creato come unica vera possibilità di liberazione, elemento che dovrà essere cercato dagli alunni del giorno successivo in un’ideale ‘caccia al tesoro’, una staffetta tra bambini e scuole”.

Back To Top