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Il Centro di monitoraggio ambientale al Real Bosco di Capodimonte

Rinfrescarsi all’ombra dei secolari alberi del Real Bosco di Capodimonte non è più solo un’attività da tempo libero… dal 2024 è l’oggetto di uno studio scientifico del CNR-IRET (Consiglio Nazionale delle Ricerche-Istituto di Ricerca sugli Ecosistemi Terrestri), che ha installato un centro di monitoraggio ambientale all’interno dell’ex sito reale di Capodimonte.

L’iniziativa, l’unica realizzata in un parco storico in Europa, fa parte dell’infrastruttura di ricerca europea Integrated Carbon Observation System (ICOS), un’eccellenza scientifica impegnata nel monitoraggio dell’ambiente e dei gas a effetto serra.

La strumentazione installata nel Bosco di Capodimonte si occupa anche di studiare i servizi ambientali offerti dalla vegetazione urbana.

 

 

I risultati relativi alla qualità dell’aria urbana confermano l’eccezionale importanza del patrimonio botanico del Real Bosco, che con i suoi 134 ettari ricopre un ruolo decisivo nell’assorbimento di anidride carbonica e dei numerosi inquinanti trasportati dal particolato fine e ultrafine.

Tra i risultati più recenti, uno studio pubblicato nel 2025 sulla rivista Urban Climate condotto dal CNR-IRET, in collaborazione con l’EURAC Research di Bolzano e l’Università di Syracuse (USA), che ha analizzato il ruolo delle aree verdi urbane per il sequestro del carbonio e la mitigazione delle ondate di calore, due “servizi ambientali” legati alle cosiddette Nature Based Solutions (NbS), che sfruttano il “cooling potential”, ovvero il raffrescamento dell’aria.

Non a caso Bellaria è il toponimo storico che tutt’oggi denomina l’area nordoccidentale del Bosco, in cui si verificano le particolari condizioni microclimatiche tali da giustificare gli aggettivi del passato di “amenissima” e “deliziosissima” collina.

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