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Capodimonte diffuso. Sarà restaurato e ricomposto il Trittico Eucaristico di Agostino Beltrano del Duomo di Pozzuoli

CAPODIMONTE DIFFUSO e DIOCESI DI POZZUOLI

SARÀ RESTAURATO E RICOMPOSTO IL TRITTICO EUCARISTICO DI BELTRANO

 

Le tele di Melchisedek e Re David dai depositi del museo

raggiungeranno Ultima Cena nella Cattedrale

 

Sarà restaurato e ricomposto il Trittico Eucaristico di Agostino Beltrano del Duomo di Pozzuoli.

Capodimonte, principale pinacoteca del mezzogiorno, seconda in Italia per importanza dopo gli Uffizi, vuole dialogare sempre più con il territorio in particolare contribuendo con il patrimonio dei propri depositi a scrivere la storia dell’arte in Campania attraverso, restauri, restituzioni ed esposizioni anche di lungo periodo – annuncia Eike Schmidt, Direttore del Museo e Real Bosco di Capodimonte – Particolarmente significativa, poiché si collega alla valorizzazione del territorio flegreo, è la prima collaborazione di questo nuovo programma, che chiameremo ‘Capodimonte diffuso’, con la Diocesi di Pozzuoli per lo storico riallestimento del trittico eucaristico di Agostino Beltrano“.

 

Le due tele attualmente in restauro sono state identificate nei depositi di Capodimonte nel 2022 dal professor Giuseppe Porzio, dell’Università di Napoli L’Orientale, grazie all’incrocio tra analisi stilistica e fonti documentarie.

Unicamente registrate nell’inventario avviato intorno al 1970 dall’allora soprintendente Raffaello Causa, raffigurano rispettivamente il sacerdote Melchisedek nell’atto di offrire pane e vino (Genesi 14, 18-20) e il re Davide assiso in trono.

 

Il ritrovamento della firma di Agostino Beltrano sulla prima tela ha consentito di ricondurre entrambe le opere a un ciclo di soggetto eucaristico, incentrato sull’Ultima Cena firmata dello stesso autore napoletano.

Il ciclo fu commissionato per la cappella del Santissimo Sacramento del Duomo di Pozzuoli da fra Martín de León y Cárdenas, vescovo dal 1631 al 1650.

Il complesso pittorico è ricordato per la prima volta in una relazione del dicembre 1649, redatta in occasione della visita pastorale del presule puteolano.




Le due tele in restauro in laboratorio con il Direttore Schmidt, il Vescovo Villano, la Soprintendente Ricciardi, il prof. Porzio e il gruppo dei restauratori dello Studio Ermes

 

Del trittico eucaristico sopravvive oggi nel Duomo di Pozzuoli – sebbene trasferita e adattata nella sacrestia – soltanto la monumentale Ultima Cena, uno dei cardini per la definizione critica del percorso dell’artista.

 

Restano ancora oggetto di studio archivistico le modalità con cui le due opere siano giunte a Capodimonte: non è infatti chiaro se il trasferimento sia avvenuto prima o dopo l’incendio del 1964 che devastò il Duomo di Pozzuoli.

Parallelamente alla ricostruzione di questa vicenda, la volontà condivisa dal Museo e dalla Diocesi, con la collaborazione scientifica dell’Università L’Orientale, è quella di ricucire uno strappo nelle vicende del patrimonio culturale del territorio.

 

L’identificazione ha rappresentato il primo passo verso il recupero critico e conservativo di uno degli episodi artistici più significativi del complesso puteolano, accanto alle opere di Massimo Stanzione – di cui fu stretto collaboratore Beltrano, marito della pittrice Diana De Rosa nota anche come Annella di Massimo – Artemisia Gentileschi e Giovanni Lanfranco.

 

Il tessuto pittorico di entrambi i dipinti si presenta oggi difficilmente leggibile dal punto di vista stilistico e cromatico a causa del sofferto stato conservativo: si riscontrano diffusi depositi di sporco, vernici ossidate ed estese ridipinture, riconducibili a un intervento di restauro molto antico.

I pochi brani ancora leggibili suggeriscono tuttavia un vigore naturalistico e una caratterizzazione fisionomica del tutto coerente con i lavori migliori dell’artista.

 

Un complesso intervento di restauro, sostenuto dalla Diocesi di Pozzuoli, grazie a un cospicuo contributo dei fondi 8xMille alla Chiesa Cattolica, e condotto presso il laboratorio Studio Ermes di Iriana Suprina in Napoli, è attualmente in corso e restituirà una più corretta lettura del testo pittorico originale.

Sarà restaurata anche ‘L’Ultima cena’ a partire da maggio e le fasi finali del restauro coinvolgeranno le tre tele insieme.

 

Seguiremo con attenzione e con cura tutto il processo di restauro del trittico originario che restituirà una ricchezza pittorica adesso non più leggibile dichiara Paola Ricciardi  Soprintendente Archeologia Belle Arti e Paesaggio per l’Area Metropolitana di Napoli Già  dai primi tasselli si capisce che si tratta di un’opera con molto colore e con molti dettagli. Per la comunità flegrea questa ricomposizione sarà un passaggio  molto importante: i restauri di opere  di questo livello hanno comunque una ricaduta ben oltre il territorio, per tutti i beni culturali italiani, essendo Beltrame una figura principale nell’arte del 600. Si tratta di una operazione virtuosa che vede insieme il Ministero della Cultura nelle sue varie articolazioni e la Diocesi“.

 

 “Questo recupero costituisce un segno di speranza per il nostro territorio flegreo, che nonostante il bradisismo, desidera riappropriarsi della propria vita, ripartendo sempre e di nuovo dalla bellezza dei suoi luoghi e della sua storia. Inoltre tornare all’Eucaristia attraverso l’espressione artistica di Beltrano sarà per ogni visitatore l’occasione di ripensare a quel segno che annuncia la presenza di Dio nella storia, il suo farsi carne, il suo donarsi per amore come vita del mondo. Come canta la tradizione della Chiesa, l’Eucaristia è il segno di unità, il vincolo di carità, il memoriale della morte e resurrezione del Signore, il farmaco dell’immortalità. Un augurio anche per le prossime festività pasquali. La collaborazione con il Museo di Capodimonte, la Soprintendenza ABAP dell’area metropolitana di Napoli e l’Università di Napoli l’Orientale è la prova che unendo le forze si possono realizzare grandi cose, che non solo promuovono il bene della società, ma danno testimonianza di come si diventa comunità.

(Mons. Carlo Villano, vescovo di Pozzuoli e di Ischia).

 

AGOSTINO BELTRANO, Ultima Cena, Misure 343 x 212. Pozzuoli, Duomo

 

Il “TRITTICO EUCARISTICO DI POZZUOLI” di AGOSTINO BELTRANO si compone di:

‘Ultima Cena’ Misure 343 x 212 ‘Melchisedek’ e ‘Re David’ XVII secolo Olio su tela, misure 179 x 92 Invv. IC 2831, IC 2830 Da Pozzuoli, Duomo

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