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Vermeer, la donna con il liuto dal Metropolitan Museum

 

La donna con il liuto del pittore olandese Jan Vermeer (Delft, 1632 – 1675) dal Metropolitan Museum di New York è stata esposta, per la prima volta a Napoli, al Museo di Capodimonte dal 18 novembre 2016 al 9 febbraio 2017.

Vermeer è il pittore della luce sognata che Proust amava:

Petit pan de mur jaune avec un auvent, petit pan de mur jaune. Marcel Proust

Difatti cercava la luce. Si veda com’essa vibri, per lui dai vetri, com’essa muova l’ombra, ombra della luce, ombra quasi impalpabile di ciglia mentre lo sguardo amato si socchiude, sguardo quasi – nel suo protrarsi nella memoria e nel desiderio – imitasse il segno dell’ombra. Giuseppe Ungaretti

Ma la luce nei dipinti di Vermeer definisce l’assolutezza del colore:

Vermeer più che la luce ha trovato altro, ha trovato il colore, un colore vero, dato nella sua assolutezza di colore. Il giallo è “sulfureo”, si tratta di giallo invadente, di prepotenza del giallo: un giallo luce dirompente che si sprigiona dal colore degli abiti, dagli oggetti, non dalle atmosfere. Il rosso è un rosso scarlatto, un rosso sangue, un rosso fuoco. Sono piume, lievi, furenti, piume che s’inquietano e s’agitano al minimo soffio. Giuseppe Ungaretti

La tavolozza di questo strano artista comprende l’azzurro, il giallo limone, il grigio perla, il nero e il bianco (…) riunire il giallo limone, l’azzurro spento e il grigio chiaro è in lui caratteristico. Vincent Van Gogh

 

Johannes Vermeer (Dutch, Delft 1632–1675 Delft)
Woman with a Lute, ca. 1662–63
Oil on canvas; 20 1/4 x 18 in. (51.4 x 45.7 cm)
The Metropolitan Museum of Art, New York, Bequest of Collis P. Huntington, 1900 (25.110.24)
http://www.metmuseum.org/Collections/search-the-collections/437880

 

 

Foto di Giuseppe Salviati

 

In mostra, oltre a La donna con il liuto – opera del massimo esponente della pittura olandese del XVII secolo, prezioso dipinto, parte dell’esiguo numero di opere del maestro che si conservano distribuite nei musei di tutto il mondo, ma nessuna in collezione italiana – per ricreare l’ambiente rappresentato nel quadro nella stessa sala sono esposti due elementi chiave dello sviluppo narrativo dell’opera di Vermeer: il liuto e la carta geografica.

Il liuto presentato da Vermeer sembra essere un esemplare alla francese a 11 ordini. Poiché il cavigliere e il numero di corde non sono ben visibili, lo strumento raffigurato potrebbe essere identificato anche con un antico liuto rinascimentale a un numero inferiore di ordini, tuttavia in uso soltanto fino ai primi decenni del XVII secolo, in Francia fino al 1640 circa, e all’epoca in cui fu realizzato il dipinto del tutto obsoleto.

Tali considerazioni hanno indotto ad accostare al dipinto di Vermeer un esemplare del 1644, del costruttore parigino Jean Des Moulins, appartenente alle collezioni del Musée Instrumental du Conservatoire di Parigi e custodito presso il Museo della Cité de la Musique.

La carta geografica esposta (Europa recens descripta, recita il cartiglio in alto a destra) è quella edita postuma da Willem Blaeue inserita nel suo Theatrum Orbis Terrarum, sive, Atlas Novus (1644), conservata dalla Società Napoletana di Storia Patria e restaurata per l’occasione.

Questa incisione si riferisce alla stampa di Hondius del 1623, corredata nella parte superiore dalle vedute di Amsterdam, Praga, Costantinopoli, Venezia, Roma, Parigi, Londra, Toledo e Lisbona, mentre lateralmente sono rappresentati gli abiti maschili e femminili delle principali popolazioni europee (Angli, Galli, Belgi, Castigliani, Veneziani, Germani, Ungari, Boemi, Polacchi, Greci).

In un’altra sala sono stati esposti altri 4 dipinti, dalla prestigiosissima collezione del Museo di Capodimonte, che rappresentano donne suonatrici: l’Autoritratto alla spinetta di  Sofonisba Anguissola (Cremona 1532 – Palermo 1625) datato circa 1559; la Santa Cecilia in estasi di Bernardo Cavallino (Napoli 1616 – 1656 ca) del 1645; la Santa Cecilia al clavicembalo di Francesco Guarino (Sant’Agata Irpina 1611 – Solofra 1654) del 1650 circa e la Santa Cecilia all’organo e angeli musicanti e cantoridi Carlo Sellitto (Napoli 1581 – 1614) del 1613 circa.

Tutte opere del Seicento quindi che presentano donne musiciste, che porranno l’accento sulla differente resa – soggetti analoghi ma pienamente inseriti in un contesto devozionale – per favorire la comprensione del fatto che, nello stesso giro di anni, dipinti con soggetti di donne musiciste potevano avere valenze assai differenti.

 

Una mostra gratuita e inclusa nel prezzo del biglietto per espresso volere del direttore Sylvain Bellenger, che ha riscosso grande successo e entusiasmo da parte dei visitatori che hanno anche provato l’app, gratuita disponibile per dispositivi iOS e Android, dedicata alle opere in mostra.

Nei primi tre giorni di apertura (18, 19 e 20 novembre) della mostra Vermeer, la donna con il liuto dal Metropolitan Museum i visitatori del Museo di Capodimonte sono aumentati rispetto ai medesimi giorni della settimana precedente del 48%.

Segno che i napoletani, e non solo, hanno risposto entusiasticamente all’arrivo dell’opera dagli Usa (mai prima si era vista a Napoli un’opera del genio olandese).

I visitatori inoltre hanno apprezzato, dopo averla scaricata sui loro cellulari, l’app dedicata alla mostra che con l’Image Recognition consente non solo di avere informazioni dettagliate sulle opere in mostra, ma dà accesso a ulteriori contenuti multimediali, approfondimenti e video che si possono consultare anche una volta usciti dal museo.

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